I prodotti naturali che fanno parte della nostra tradizione alimentare e che siamo abituati a portare a tavola tutti giorni, o quasi, possono diventare una fonte di energia pulita. Una di queste risorse, sfruttata ampiamente in altri Paesi, è legata alla viticoltura e al riutilizzo degli scarti derivati dalla lavorazione del vino.
Le centinaia di tonnellate di uva raccolta corrispondono, infatti, a un grande quantitativo di scarti che possono essere riutilizzati come biomassa combustibile per produrre biogas, energia termica ed elettrica utili alla comunità.
Le potenzialità di questa innovazione in Italia sono ancora poco conosciute ma sarebbe un grande passo avanti riuscire a farne un uso maggiore e diffuso in tutta la Penisola, le cui terre sono particolarmente produttive: molte aziende del settore potrebbero infatti limitare in maniera consistente le emissioni di CO2 e impattare il meno possibile sull’ambiente.
Proprio a questo proposito, lo scorso 18 luglio si è tenuta a Verona una conferenza intitolata “L’utilizzo degli scarti del settore vitivinicolo per la produzione di energia ed integrazione con altre sorgenti rinnovabili” il cui scopo era divulgare questo importante e utile messaggio per un utilizzo più efficiente dei sottoprodotti agricoli del settore.
La conferenza è stata così un’occasione per promuovere questa pratica ecosostenibile per ora diffusa solo a livello locale in pochi impianti per la maggior parte veneti, con l’obiettivo di estenderla a livello nazionale.
Fonte: Greenews.info
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