Libera scelta in libero mercato

Se prendiamo 100 come parametro di riferimento per stabilire se un mercato è del tutto libero, l’Italia si trova a quota 49, meno della metà.

Tra i settori in cui il mercato è al momento più aperto, c’è sicuramente quello dell’energia elettrica, in cui il processo di liberalizzazione è stato avviato da quasi un decennio. Nel settore operano in tutto 15 produttori, tra cui Sorgenia (2,3%), mentre la voce “Altri produttori” è salita dal 12,5 al 18,5%.

Ciò ha consentito centrali nuove per oltre 35 mila megawatt (per un totale di 110 mila megawatt, il 50% in più di potenza installata rispetto al 2000) ed ha permesso di controllare i costi in bolletta, mentre i prezzi degli altri settori poco aperti hanno subito notevoli aumenti.

Progressi si sono registrati anche nell’ambito del metano, che pure ha avuto una liberalizzazione modesta. Una spinta alla concorrenza è arrivata dalla realizzazione del nuovo terminale di rigassificazione al largo del delta del Po.

Oltre a gas ed elettricità, sono migliorati i servizi finanziari e postali (un esempio fra tutti, il costo sempre più ridotto dei conti corrente rispetto al passato), mentre è sceso il livello di liberalizzazione dei settori televisivo, aereo, autostradale e ferroviario.

Fonte: Agoravox.it

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