Turbine nel Tamigi per produrre energia

Il progetto ha del fantascientifico: posizionare delle turbine nel Tamigi, a due passi da Londra, per produrre energia elettrica. Lo spin off della Strathclyde University, Nautricity, ha confermato il proprio impegno tecnologico nel progetto portato avanti dall’Energy Invest Group.

Un business che potrebbe portare alla produzione di elettricità sufficiente al fabbisogno di 35mila famiglie inglesi a partire dal 2015.

Secondo il piano degli ingegneri sul fondo del Tamigi, nei pressi dell’estuario, verranno sistemate una serie di turbine. Agganciate al letto del fiume, le capsule semigalleggianti avranno delle pale che verranno mosse dalle maree. Seguendo il ciclo delle lune infatti, l’acqua del mare penetra nell’entroterra facendo salire il livello dell’acqua.

Grazie a questo movimento le pale sommerse vengono messe in azione producendo energia. Lo stesso avviene quando la marea defluisce. In questo caso le pale gireranno in senso inverso, producendo comunque migliaia di Kw. Con una potenza istallata di 50 Mw il progetto dovrà superare i test che verranno effettuati studiando l’impianto di prova posizionato presso il Victoria Embankment. Il progetto però potrebbe abortire. Il Tamigi infatti è un fiume ricco di detriti i quali potrebbero causare seri danni alle pale. Se nei test gli ingegneri rilevassero che le lame si deteriorano troppo in fretta, potrebbero decidere di sospendere il progetto. Senza contare le alghe che avviluppandosi attorno alle strumentazioni potrebbero far inceppare i meccanismi.

Tidal Thames Ltd è il nome della società, una joint venture formata dalle due aziende con lo scopo di portare a termine il progetto pilota. Entro due mesi Nautricity prevede l’istallazione di uno dei suoi dispositivi CoRMaT da 250 kW o da 500 kW, da attraccare presso Temple Steps. La Energy Invest invece, ha iniziato la costruzione di un molo per consentire l’istallazione della turbina e per creare una piattaforma di monitoraggio.

Fonte: Smartercity.liquida.it

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