Il fast food apre la porta a fonti rinnovabili, risparmio ed efficienza energetica. A Lainate, in provincia di Milano, McDonald’s ha inaugurato il suo primo ristorante verde d’Europa: si alimenterà solo con la luce del sole, la forza del vento e il riutilizzo delle proprie biomasse. Entro tre mesi, infatti, il punto sarà autonomo al 100% grazie a una centrale di trigenerazione che, sfruttando l’olio esausto delle cucine, produrrà 70 chilowatt di energia elettrica, 45 di frigorifera e 90 di termica.
La struttura del nuovo ristorante è antisismica e dotata di un sistema di supervisione e gestione “intelligente” per le utenze elettriche e termiche chiamato “Einstein”, che comunica in tempo reale anche ai visitatori i dati di consumo e di risparmio su monitor posizionati all’entrata. Ma non è tutto. Sono numerosi gli altri accorgimenti green utilizzati: dall’asfalto ecoattivo (colpito dalla luce solare aziona un principio di riduzione degli agenti inquinanti), alle nuove generazioni di impianti frigoriferi che permettono un risparmio di energia dal 16% al 28%. E nel parcheggio sono situate delle torrette per la ricarica gratuita delle vetture elettriche.
I costi sostenuti per la realizzazione del ristorante sono stati di oltre il 20% superiori alla media. Ma si stima tra i cinque e gli otto anni il rientro dell’investimento grazie alle efficienze energetiche.
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