Un’impresa degna di Phileas Fogg e del suo cameriere Passepartout quella compiuta dai piloti di tre veicoli elettrici provenienti da Australia, Germania e Svizzera che hanno preso parte all’originale Zero Race. Armati solo del loro mezzo elettrico e di un sano spirito avventuriero, i tre team (in realtà le squadre erano originariamente quattro ma i sudcoreani sono stati costretti a ritirarsi a Berlino a causa di un guasto tecnico) hanno tagliato il traguardo finale e concluso così il loro giro del mondo in 80 giorni. Un tour speciale quello intrapreso dagli eco-piloti che sono stati in grado di completare un itinerario di 29 mila km a “emissioni zero” attraversando 17 paesi. Ma a rendere veremente speciale la gara è stato l’obbligo, da regolamento, per le squadre di compensare il proprio fabbisogno elettrico esclusivamente con energie rinnovabili.
All’avventura hanno preso parte: una squadra tedesca, Vectrix, in sella ad una moto elettrica, una tre ruote soprannominata “Trev” da Adelaidee; il team elvetico Oerlikon Solar Racing con Zerotracer, mix hi-tech tra automobile e motocicletta. Le squadre sono le diretti eredi dell’organizzatore dell’avventura Louis Palmer, l’insegnante svizzero che fece notizia tre anni con il suo viaggio di 18 mesi a bordo di un pionieristico “taxi a energia solare”.
E a tagliare il traguardo tornando per primi a Ginevra sono stati proprio i compatrioti di Palmer Tobias Wuelser e Frank Loaker a bordo della loro Zerotracer.
Fonte: Rinnovabili.it
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