L’energia del futuro accessibile per tutti. Non è lo slogan di una pubblicità ma il richiamo di Ban Ki-Moon, segretario generale delle Nazioni Unite, durante il discorso di apertura della quarta edizione del “World Future Energy Summit”. L’incontro, che si svolge ogni anno ad Abu Dhabi, ha accolto, dal 17 al 20 gennaio, tremila delegati provenienti da ben 150 Paesi. Con una prospettiva che guarda al futuro: superare i 300 miliardi di dollari di investimenti nelle energie rinnovabili nell’arco del 2011.
Lo scopo dell’evento è di favorire gli investimenti e le partnership tra diverse nazioni in modo da far progredire anche i Paesi che sono al momento più indietro dal punto di vista energetico. Con un occhio rivolto, in particolare, allo sviluppo delle tecnologie pulite, che devono essere un punto di riferimento nei negoziati. “Le decisioni che prendiamo oggi in materia di energia -ha detto Ban Ki-Moon- avranno conseguenze di vasta portata. Il prevalere dell’economia dei combustibili fossili sta contribuendo al cambiamento climatico e il fabbisogno energetico globale sta crescendo rapidamente”.
L’Italia ha partecipato con 25 aziende e con il patrocinio dell’Istituto nazionale per il Commercio Estero (ICE): “L’obiettivo -ha affermato il presidente dell’ICE, Umberto Vattani- è di incentivare la cooperazione economica e tecnologica tra le imprese italiane e le altre realtà internazionali del settore. All’incontro, hanno preso parte anche il GSE (Gestore dei Servizi Energetici) per permettere alle imprese del nostro Paese che aderiscono al portale “Corrente” -iniziativa del GSE che raccoglie oltre 500 attività imprenditoriali- di avviare possibili intese nell’area dei Paesi del Golfo.
“La nostra sfida è la trasformazione. Abbiamo bisogno -ha spiegato Ban Ki-Moon- di una rivoluzione globale dell’energia pulita, una rivoluzione che renda l’energia disponibile e accessibile per tutti. Questo è essenziale per minimizzare i rischi climatici, per ridurre la povertà e migliorare la salute globale. Ma anche per la crescita economica globale, la pace, la sicurezza e la salute del pianeta”. Uno dei progetti che va in questa direzione è il “Desertec”, un investimento di 400 miliardi di euro nel Nord Africa per dare, entro il 2050, il 15% dell’elettricità di cui ha bisogno l’Europa.
Fonte: by Energie Sensibili
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