Fotovoltaico organico: celle solari in pigmenti di mirtilli

L’elemento principale dei pannelli fotovoltaici tradizionali è il silicio, un materiale costoso, nocivo e che comincia a scarseggiare. A differenza di questi semiconduttori convenzionali, le celle solari organiche  hanno come elemento fotoattivo i composti organici del carbonio che emulano il processo della fotosintesi clorofilliana.

L’energia elettrica in questo modo generata a partire dall’assorbimento della luce solare per mezzo di pigmenti organici; quest’ultimi vengono ricavati spesso dalle antocianine derivate dai frutti di bosco in quanto posseggono un’ alta capacità di assorbimento della luce solare, ma anche da polimeri e molecole chimicamente sintetizzate.

Le celle organiche, grazie appunto all’utilizzo di pigmenti vegetali, possono essere applicate ai pannelli mediante tecniche mutuate dalla serigrafia e dall’industria della stampa, consentendo così la realizzazione secondo precisi canoni estetici; inoltre, i materiali con cui vengono fabbricati sono molto leggeri e più flessibili rispetto al silicio e ciò porta ad un consistente abbattimento dei costi dovuti al loro trasporto.

Le celle organiche, a differenza del silicio mono e policristallino hanno un basso impatto ambientale in quanto vengono prodotte con bassi costi energetici e, di conseguenza, la loro fabbricazione immette nell’ambiente una quantità inferiore di scarichi nocivi, aspetto questo che le rende ancora ecocompatibili.

Fonte: GreenBiz.it

Subscribe to EcoPensiero – efficienza e sostenibilità by Email

DeliciousFacebookLinkedInOknotizieShare

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>