Il rifugio “Ai caduti dell’Adamello”, in Trentino, produrrà idrogeno dal sole e dall’acqua, sfruttando le capacità del suo impianto fotovoltaico.
Il tutto a oltre 3.000 metri di altezza, ossia in condizioni ottimali per lo sfruttamento dell’energia solare.
Il progetto, nato nel 2008 e ormai arrivato alle battute finali, è stato presentato in questi giorni al consiglio di amministrazione della fondazione “Ai caduti dell’Adamello”, presenti i presidenti delle province di Trento e Brescia, Lorenzo Dellai e Daniele Folgora, dal professor Antonio Miotello, che ha coordinato l’apposito gruppo di lavoro costituitosi presso il dipartimento di Fisica dell’Università di Trento.
I lavori per la realizzazione dell’impianto sono ormai ultimati: rimangono da eseguire alcuni test sulla sua resa e sulla sua sopportazione delle basse temperature.
Così il rifugio, che ospitò papa Giovanni Paolo II e il presidente della Repubblica Sandro Pertini, potrà fungere da apripista anche per altri edifici di alta montagna sul piano della produzione di energia pulita.
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