Occorre una cella solare? E cosa ci vuole? In qualsiasi foggia, e subito: basta stamparla.
Questo il brillante risultato raggiunto da ricercatori del Massachusetts Institute of Technology.
Ancora in fase del tutto sperimentale e lungi dal poter essere commercializzabile, ma c’è.
La carta viene stampata con un particolare inchiostro impiegando un processo molto simile a quello usato dalle normali stampanti.
La promessa principale è la riduzione di peso: “Se si potesse impiegare una pistola sparapunti per installare un pannello solare, sarebbe una gran cosa”, racconta Bulovic.
Il materiale usato è una sostanza colorata particolare la cui efficienza è oggi a valori compresi tra l’1.5 e il 2 per cento.
Posto che senz’altro anche l’efficienza aumenterà, c’è da subito il grande vantaggio di poter sfruttare qualunque superficie, non necessariamente un foglio di carta: basterebbe, ad esempio, stampare le celle su mattoni, grondaie, cornicioni, tettoie, qualunque cosa.
L’uso della carta è stato solo un mezzo per provare ed è comunque la prima volta che una siffatta realizzazione prende forma.
Un altro piccolo, grande passo avanti, quindi, verso le energie alternative, sulle quali ancora non vi è molta fiducia in quanto secondo gli studiosi non sono ancora ritenute essere una delle possibili risposte concrete in termini di tecnologia per la domanda energetica in continua crescita.
Neanche a dirlo, di mezzo c’è la nanotecnologia.
Strutture così piccole da essere in grado di adagiarsi su qualunque superficie pur mantenendo le proprie caratteristiche fotosensibili.
Il primo passo, dunque, è stato fatto: ora bisogna concedere ai ricercatori il tempo per perfezionare il prodotto sino a renderlo papabile per una produzione industriale, capace di fronteggiare le esigenze reali del mercato.
Fonte: nbtimes.it
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