Grazie al raggiungimento degli obiettivi previsti dal Protocollo europeo ambiente ed energia verranno creati da qui al 2020 2,8 milioni di posti di lavoro. È quanto calcola uno studio realizzato dalla Commissione europea sulle ricadute professionali derivanti dall’implementazione delle misure in materia di fonti rinnovabili.
Secondo il commissario all’Energia, Andris Piebalgs, “il documento mostra come i benefici delle fonti rinnovabili siano evidenti in materie come sicurezza degli approvvigionamenti e cambiamento climatico, ma anche dal punto di vista economico”. Nel 2005 le fonti pulite davano lavoro a 1,4 milioni di persone per un volume d’affari complessivo di 58 miliardi di euro, anche se con sensibili differenze da Stato a Stato.
A sostenere l’aumento dell’occupazione saranno in particolare le tecnologie collegate alle fonti eolica, idroelettrica e da biomasse. Gli stati più coinvolti saranno quelli della nuova Europa (soprattutto l’Est) che hanno aderito all’Unione a partire dal 2004. In particolare in quest’area verranno creati circa 410mila nuovi posti di lavoro.
Lo studio sottolinea infine la necessità di una maggiore implementazione delle politiche sulle rinnovabili e di maggiori investimenti nel breve termine nelle tecnologie più innovative nel fotovoltaico, nell’eolico offshore e nelle biomasse di seconda generazione.
Fonte: E-Gazette
Subscribe to EcoPensiero – efficienza e sostenibilità by Email